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30/3/2022
GIUSEPPE PENONE – ORGANICA RINASCITA
Nel Bosco della Memoria di Bergamo, in occasione della seconda giornata di commemorazione delle vittime del Covid, è stata installata l'opera "Indistinti Confini" di Giuseppe Penone. L'iniziativa è stata realizzata grazie al mecenatismo contemporaneo della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti che ha donato l'opera alla città di Bergamo: un blocco di marmo circondato da sessanta betulle dell'hymalaia e posato su uno spezzato di basalto nero. Giuseppe Penone è uno degli scultori più conosciuti e apprezzati al mondo. Era il 1968 quando, a soli 21 anni, inizia il suo percorso artistico intervenendo sulla crescita di un albero. Il suo lavoro viene subito notato da Germano Celant che lo inserisce nel gruppo dell'Arte Povera, di cui diventa presto uno dei membri più rapressentativi. L'arte di Giuseppe Penone prende forma da un'instancabile ricerca sul senso della scultura e sulle relazioni vitali che esistono tra il corpo umano, il vegetale e il minerale. Ogni forma di vita ha tempi diversi di trasformazione, ed ogni essere vivente è accomunato da un continuo fluire della vita. È questo messaggio di uguaglianza tra esseri viventi che Penone ha scelto per ricordare le vittime del covid. Tra esseri umani e natura non c'è differenza.