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La madre di Enaiatollah comprende subito che il futuro di suo figlio è a rischio in un Paese come l'Afghanistan. Decide quindi di portarlo in Pakistan, e lì lo abbandona con tre raccomandazioni: "non fare uso di droghe, non impugnare armi e non rubare". Ena in cinque anni ha attraversato Pakistan, Turchia, e Grecia. Ora lavora e studia in Italia, ma il suo sogno è tornare in Afghanistan e garantire ai suoi connazionali le stesse possibilità che ha avuto lui grazie al sacrificio della madre.