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A 22 anni Massimo Santicchi scopre di essere malato di leucemia. Una forma grave, chiamata promielocita, che può uccidere nel giro di tre giorni se non riconosciuta in tempo. I medici gli propongono una cura sperimentale, durissima, che lo costringe all'esilio dalla famiglia, dalla fidanzata e dagli amici. Il ragazzo accetta senza esitare, con la convinzione che se non dovesse farcela, forse la cura potrebbe "servire ad aiutare qualcun altro". Così, mentre la malattia lo costringe a passare le sue giornate in una stanza d'ospedale, Massimo decide di portare a termine ciò che aveva iniziato prima dell'avvio terapia. Sostiene undici esami universitari, preparati su libri digitali e conseguiti tramite Skype con i singoli docenti. Dopo tre anni Massimo Santicchi riesce a vincere entrambe le sue battaglie. Si laurea con 99/110 e guarisce dalla leucemia.