Nello studio di diMartedì, Giuseppe Conte risponde a Giovanni Floris sulla questione dell'invio della armi all'Ucraina, un tema spinoso per le posizioni opposte all'interno del campo largo. Partito Democratico e Movimento 5 Stelle dovranno cercare una sintesi sulle posizioni da tenere nel conflitto in Ucraina per poter presentarsi in una coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni.
Campo largo, Conte sulle armi all'Ucraina: "L'Europa è sparita, non esiste più"
"Però se smette di mandare le armi all'Ucraina hanno meno con cui difendersi. E mentre si tratta, Putin avanza", dichiara Floris. Giuseppe Conte risponde in maniera diretta con un secco no all'invio di armi in Ucraina: "Scusi Floris, ma che cosa stiamo mandando? Non abbiamo neppure i soldi noi per la sanità e per l'istruzione, cosa dobbiamo mandare? Le armi le abbiamo mandate , come li abbiamo aiutati?".
Alessandro De Angelis, vicedirettore de La Stampa, chiede al leader del M5S come risolverebbe il nodo della politica estera con Elly Schlein: "Se fate le primarie, se vince lei le armi non si mandano più, e se vince Schlein si continuano a mandare? Cioè vi giocate l'Ucraina nelle primarie. Questo nodo della politica estera come lo sciogliete?".
"Io credo che un progetto progressista non possa che essere alternativo all'azione di governo e alla politica estera sin qui attuata a Palazzo Chigi. Quindi, se dobbiamo essere progressisti significa che il giorno dopo si dà una svolta in politica estera. Se noi continuiamo a mandare le armi, se noi continuiamo a dire che sta andando tutto bene così come siamo, in che cosa ci caratterizziamo qui in senso progressista", replica Conte.
Il leader del Movimento 5 Stelle critica duramente l'operato dell'Unione Europea in politica estera: "Oggi dobbiamo rivoluzionare la nostra politica estera, il nostro approccio. L'Europa è sparita, vi rendete conto che è in frantumi, non esiste più. Secondo voi, noi possiamo continuare ad andare lì a sottoscrivere il piano di riarmo da 800 miliardi".