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diMartedì
15/9/2026
A DiMartedì, Giuseppe Conte ha attaccato duramente la nuova legge elettorale, che definisce fatta apposta per restare incollati alle poltrone, costruendo una barriera insormontabile per le nuove formazioni politiche — a partire dalle 400mila firme richieste. E denuncia quello che chiama un gioco sporchissimo: il centrodestra ha fatto credere di voler introdurre le preferenze, per poi inserire una norma farlocca con tutti i capilista bloccati. Cambiare la legge elettorale, dice Conte, è un grande segno di debolezza — mentre gli italiani hanno ben altre urgenze. Il paragone storico è netto: nel 1953 ci fu la legge truffa, questa è una legge super truffa, confezionata e ritoccata di volta in volta tenendo conto dei sondaggi e del fenomeno Vannacci.
Su come arriverà Meloni alle prossime elezioni, la risposta è lapidaria: ammaccatissima. Non fare nulla per quattro anni è già grave, ma farlo è un'aggravante. Conte rivendica i risultati del suo governo — il più rivoluzionario della storia della Repubblica in due anni e mezzo — e chiude con un affondo: nessuno come il governo Meloni si è rivelato così inetto.
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