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FacciaaFaccia
14/11/2016
Il 23 settembre 1985, a Napoli, tre killer senza volto uccidono Giancarlo Siani, 26 anni, giornalista precario al Mattino. Mai la Camorra aveva ucciso un giornalista. Giancarlo Siani è il primo. Ma la Camorra vuole nascondere, depistare, non vuole firmare quell'omicidio a partire dalla pistola. A confermarlo è la testimonianza esclusiva, di Ferdinando Cataldo, il pentito della Camorra che avrebbe dovuto uccidere Giancarlo Siani. 18 anni dopo il 29 settembre 2003 la sentenza definitiva. Mandanti: Angelo Nuvoletta e Luigi Baccante. Ergastolo. Esecutori materiali: Armando Del Core e Ciro Cappuccio. Ergastolo. Gaetano Iacolare. 28 anni di reclusione. Valentino Gionta assolto. Il pentito Ferdinando Cataldo assolto, Il 23 settembre 1985 ha commesso un altro omicidio di cui si è autoaccusato. Ferdinando Cataldo sta scontando una pena di trent’anni in regime di protezione. Quasi 20 anni per avere giustizia, e senza mai, neppure oggi, sapere, cosa davvero Giancarlo Siani avesse scoperto in quell’estate al mattino. Sempre, in ogni ricostruzione, lo abbiamo visto succedere ovunque, camorra, mafia entrano con violenza in appalti, commesse e mano d’opera, in ogni ingranaggio del fare Oggi come allora, il sud, Torre Annunziata, Napoli, il mezzogiorno, sono ad altissimo rischio di infiltrazioni mafiose, sempre e su tutto, complici disoccupazione e dispersione scolastica. Lavoro ed istruzione sono i veri nemici delle mafie, come Giancarlo Siani scriveva.
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