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FacciaaFaccia

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Pietrangelo Buttafuoco ci racconta i pensieri di Macron

22/4/2018

Macron come Napoleon.
L’impero del Bene torna a cavallo e trova in Emmanuel Macron il suo nuovo Bonaparte.
Inchioda il Parlamento europeo con tre ore di discorso e dichiara aperta la guerra civile ai populisti, ai sovranisti, agli indipendentisti e agli euroscettici.
Macron come Napoleon, anzi: meglio di Napoleon.
Il mondo libero – senza più Barack Obama, senza neppure più Hillary Clinton – celebra il progresso, i diritti civili e la democrazia nel pur nervosetto Macron, bravissimo anche a tenersi al guinzaglio il ringhiante Donald Trump.
Il presidente degli Stati Uniti dice di volersene andare via dalla Siria ma Macron gli dice no, fermo là, non si va via da lì. Giusto per replicare il disastro di Nicholas Sarkozy in Libia.
E sono tempi duri per i cattivi.
Vladimir Putin è già avvisato.
Napoleon-Macron è già in marcia verso Mosca.
Nessun generale Kutuzov potrà più fargli terra bruciata. Con Brigitte – la première dame di Francia – Macron saprà far risuonare la Marsigliese tra i carillon del Cremlino, la Piazza Rossa e le acque del Novosti, il Lago dei Cigni.
Dove non riuscirono Kennedy, i Beatles, Matteo Renzi, Jimi Hendrix, Jovanotti e lo stesso esule di Sant’Elena, sconfitto a Waterloo, riesce lui.
Vince la guerra civile europea liberale e così decreta: “La risposta non è la democrazia autoritaria, ma l’autorità della democrazia”.
Certo, un pensierino reversibile. E la domanda fa d’uopo.
E’ una presa per i fondelli o i fondelli non hanno più presa?
Ed è sempre lì: o lì o là. E’ la sentenza di Giufà.

Dalla stessa puntata