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FacciaaFaccia

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Pietrangelo Buttafuoco e gli avversari di Berlusconi

14/1/2018

Come Pulcinella bastonato dalle guardie, Silvio Berlusconi, resta sempre in piedi.

Nulla può la magistratura.

Condannato, infatti, trionfa nell’emblema elettorale.

 

E nulla possono gli avversari.

Massimo D’Alema non è riuscito a mandarlo all’elemosina.

Pierluigi Bersani non è riuscito a smacchiare Silvio il giaguaro.

Gianfranco Fini non è riuscito a gettarlo nelle comiche finali perché la commedia, con il padroncino di Dudù, non finisce mai.

 

Nulla possono i nemici contro il Cavaliere: anche l’Economist s’affida a lui per contrastare i Cinque Stelle.

E anche Matteo Renzi si affida a lui.

Il capo del partito che fu di Achille Occhetto – la gioiosa macchina da guerra contro Berlusconi – attende, infatti, l’intesa larga su cui traghettare Maria Elena Boschi, la cancellazione del Canone Rai, la mancata qualificazione ai Mondiali di Calcio, gli 80 euro, il Ponte di Messina, la forte nevicata di Capodanno, e lo stesso Paolo Gentiloni, l’unico che fa rima con Berlusconi.

 

Neppure gli amici hanno potuto contro Silvio.

Tutti sbaragliati.

Da Emilio Fede a Sandro Bondi fino ad Angelino Angelino.

 

E nulla possono i suoi stessi alleati.

Berlusconi sfila Roberto Maroni a Matteo Salvini, il governatore della Lombardia rinuncia alle imminenti regionali e così Giorgio Gori, candidato del Pd ma pur sempre vecchia scuola Mediaset arriva in carrozza al Pirellone.

La larga intesa è già tesa.

La strada stretta del centrodestra con Salvini e Meloni porterà all’alleanza larga con Renzi e Gentiloni?

E’ sempre lì, o lì o là. E’ la sentenza di Giufà.

Dalla stessa puntata