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FacciaaFaccia

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Pietrangelo Buttafuoco e i cambiamenti della politica italiana

7/1/2018

Centomila euro di multa a chi cambia partito una volta eletto.

Così propone Luigi Di Maio, leader del Movimento Cinque Stelle.

Ognuno, però, può votare liberamente.

E’ libera casacca in libero Stato.

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione e non il partito che lo fa eleggere.

Così dice l’articolo 67 della Costituzione.

Da destra può trovarsi a sinistra.

Come Vincenza Labriola: eletta col partito di Beppe Grillo, transitata al gruppo misto, quindi passata con Denis Verdini e poi è arrivata – finalmente a casa – a Forza Italia.

Ognuno fa ciò che vuole.

Da destra può trovarsi a sinistra.

Come Angelino Alfano che col nuovo centrodestra salva il vecchio centrosinistra.

Come Gianfranco Fini o Pierferdinando Casini che tradiscono il Cavaliere per far nascere i governi senza elettori: quello di Mario Monti, quello di Enrico Letta, quello di Matteo Renzi e quello di Paolo Gentiloni.

Sono gli esecutivi di quelli un po’ qui e un po’ là.

300 parlamentari in questa legislatura hanno cambiato schieramento.

Alcuni anche più volte. Per arrivare a un totale di 500 cambi di libere casacche in libero stato.

Ma ognuno se la pensa per propria convenienza.

Come Emma Bonino che fa del proprio cuore un zingaro che se ne va qua e là, o come Tonino Gentile, sottosegretario di Gentiloni, già in campagna elettorale per Berlusconi.

Centomila euro di multa a chi se ne va, ripete Di Maio contro questo manicomio.

Ma, appunto, è meglio il manicomio della democrazia diretta o dirigerla la democrazia, magari col manicomio?

Dalla stessa puntata