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FacciaaFaccia
26/11/2017
I vecchi vanno a votare e i giovani stanno a guardare.
Silvio Berlusconi lancia l’appello ai coetanei e vince.
Più che tra destra e sinistra, la sfida sarà tra vecchi e giovani.
Il pulitino Luigi Di Maio deve vedersela con l’ottuagenario Cavaliere che, intanto, salvato o meno dalla corte di Strasburgo, incassa il sostegno del venerando Eugenio Scalfari, da sempre suo avversario, e pure quello di Massimiliano Fuksas cui il Cavaliere ha fatto avere una poltrona fisioterapica perché – insomma – la mobilitazione è già in atto: cateteri, impianti dentali, deambulatori pieghevoli e retrattili, a noi!
Presidente marinaretto, presidente operaio, presidente bandana e presidente cosacco, Berlusconi prende tutte le parti in commedia e diventa adesso il Numero Uno, quello di Alan Ford, il grande vecchio in carrozzella del gruppo Tnt.
Si finge rimbambito ma è il capo che comanda. Ha già Clodoveo, il pappagallo dotato d’intelligenza che lo consiglia – ed è Niccolò Ghedini – quindi ha Bob Rock che, va da sé, è Renato Brunetta, mentre di Cariatidi, ne trova un’infinità: il 35 per cento di quelli che vanno a votare sono anziani e lui, numero uno nel fiutare la realtà, si fa vecchio tra i vecchi. E si fa votare.
Senior è l’Italia ma d’altronde, voi, dovendo scegliere, cosa vorreste: una villa Arzilla di serena camomilla o il manicomio dell’infanzia abbandonata?
E’ sempre lì o là, è la sentenza di Giufà?
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