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FacciaaFaccia

FacciaaFaccia

Pietrangelo Buttafuoco parla di Paradise Papers..

12/11/2017

Ma i più migranti di tutti sono (musica Soldi, soldi, soldi da Un Mandarino per Teo) i soldi bisognosi di rifugio se tutti i suoi miliardi, lui che è così caritatevole, li fa migrare in paradiso.

Fiscale, manco a dirlo. 

Al riparo dall’inferno degli inferni: quello delle tasse.

 

Ecco Paradise papers.

Parte un’inchiesta e chi c’è in questa rosa dei beati? 

Colossi del bene globale come Twitter, Facebook, Nike, Adidas, Apple.

Gli oligarchi che devono portare il liberalismo liberale in Russia.

Un comandante supremo della Nato, chiamato a salvaguardia del liberalismo liberale.

Shakira, benestante.

La Regina d’Inghilterra che, va da sé, è la sovrana della terra più libera e liberale, e che avrebbe investito i suoi salvadanai in catene commerciali criticate per lo sfruttamento dei loro lavoratori 

Ovviamente non può mancare il più buono tra i buoni filantropi del bene assoluto, e cioè George Soros, finanziere e benefattore.

 L’inchiesta è partita dalla Suddeutsche Zeitung. 

Centoventi nomi coinvolti di personalità notissime e tutte di comprovata bonaggine tra le quali spicca appunto Bono cui s’accodano il tesoriere del premier canadese Trudeau, Paul Allen co-fondatore di Microsoft e poi, sulla strada della santità, anche un ministro di Donald Trump e un genero di Putin.  

A Bono, che è proprio buono, una domanda s’impone: è meglio dare un rifugio ai migranti o rifugiare i soldi per non darli al fisco?

E’ sempre lì: o lì o là, è la sentenza di Giufà.

 

Dalla stessa puntata