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FacciaaFaccia
5/12/2016
Nessun proclama a favore della Repubblica, solo numeri e reclami. Il Presidente della Corte di Cassazione, Giuseppe Pagano sorprende tutti: sono trascorsi 8 giorni dal voto e la partita sul Referendum non è chiusa. Il 2 Giugno del 1949 l'Italia ha votato per il suo futuro, Monarchia o Repubblica. Casa Savoia perde consensi e di fronte all'ipotesi di abdicare il Re risponde: 'Mio figlio Umberto non è capace'. Il Referendum del 2 Giugno è l'ultima possibilità per Casa Savoia. Il voto popolare lascia aperta una scelta che per i comitati di liberazione nazionale era già scritta: Repubblica, eppure alle urne le cose non sono così chiare, la Monarchia è più forte del previsto e sulla vittoria della Repubblica ci sono dubbi, sospetti di brogli e illeciti. 3 Giugno 1946, le urne sono chiuse e nella notte arrivano al Viminale i primi dati e l'atmosfera è tesissima... 16 giorni di dubbi, sospetti ma anche certezze. Secondo la legge con cui si era scelto di votare, il risultato per essere valido avrebbe dovuto essere calcolato in un altro modo. L'immediata distruzione delle schede lascia aperti tutti gli interrogativi su cui la ricerca storica continua ad indagare.
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