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29/9/2026

Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne morte lo scorso dicembre dopo essere state avvelenate con la ricina, è stato accompagnato in Questura a Campobasso al termine della seconda perquisizione eseguita in uno dei suoi studi.
Nella mattina di martedì 29 settembre, sarebbe stata effettuata una nuova perquisizione nello studio di Gianni Di Vita in via D'Amato, situato di fronte all'abitazione della famiglia. Al termine delle operazioni, gli agenti hanno lasciato l'edificio insieme a Di Vita che è stato accompagnato in Questura.
L'ufficio di via D'Amato, a differenza dell'abitazione di famiglia, non risulta sottoposto a sequestro. La nuova attività investigativa condotta dalla Procura di Larino e dalla Squadra Mobile di Campobasso cerca di fare luce sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita.
Secondo quanto emerso, Di Vita non risulta attualmente iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Larino sulla morte delle due donne.
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