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Ignoto X

Ignoto X

Ignoto X: Infanticidio a Muggia, il caso Elia Del Grande e i fatti di Garlasco

13/11/2025

Puntata intera

Ignoto X con Pino Rinaldi, dentro la cronaca

 

A Muggia, vicino Trieste, una madre di 55 anni di origine ucraina, Olena Stasiuk, ha ucciso il figlio di nove anni utilizzando un grosso coltello da cucina. Dopo il delitto, ha tentato il suicidio tagliandosi le vene. Il caso di Muggia si aggiunge alla lunga lista di omicidi in famiglia e tragedie familiari che hanno scosso la cronaca italiana.

 

Il tema degli infanticidi in Italia riporta alla memoria altre tragedie degli ultimi anni, da Cogne a Loris Stival, fino a Chiara Petrolini. Quest’ultima, in perfetta solitudine, partorì due volte nel bagno di casa e seppellì i neonati nel giardino della villa dove viveva con la famiglia.

 

Secondo il Rapporto Eures sugli omicidi domestici, gli infanticidi rappresentano il 12,7% degli omicidi in famiglia: dal 2000 si contano 535 figli uccisi. Questi dati confermano quanto siano frequenti i omicidi domestici nella cronaca nera italiana.

 

Si parla anche di Elia Del Grande, catturato poche ore fa. Nel 1998 uccise madre, padre e fratello, scontando 26 anni di carcere. Dopo la libertà vigilata, era stato trasferito in una casa lavoro a Cadrezzate, da cui è fuggito due settimane fa. È stato ritrovato nella stessa località dove tutto ebbe inizio.

 

Infine, aggiornamenti sui fatti di Garlasco, uno dei casi più discussi di cronaca nera: nel pomeriggio è stato ascoltato Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio.

Ospite in studio Dario Radaelli, ex poliziotto e consulente della famiglia Poggi, che ha fornito chiarimenti sull’incidente probatorio relativo all’omicidio di Chiara Poggi. Durante la prima fase, si è parlato di circa 50 impronte digitali, ma in realtà sono stati esaminati solo gli acetati, mentre le impronte esaltate con la ninidrina sui muri della scala non sono state analizzate dal perito.

 

Proprio sulla scala, dove è stata trovata la salma di Chiara Poggi, si trovava la nota impronta 33, che la Procura attribuisce ad Andrea Sempio. Tuttavia, secondo Radaelli, questa impronta mantiene i requisiti di non utilizzabilità già definiti dal RIS nel 2007.

 

Secondo quanto emerso, l’unico elemento certodell’incidente probatorio è il DNA del condannato sulla cannuccia dell’Estathé, rinvenuta nella pattumiera della famiglia Poggi insieme a resti di colazione come biscotti, fruttolo e una buccia di banana. Questi dettagli fanno ipotizzare che Chiara abbia consumato la colazione in presenza di chi poi avrebbe commesso il grave reato.

 

 

La puntata in pillole