2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Ignoto X
18/5/2026
A Ignoto X, l'avvocato Cataliotti, legale della difesa di Andrea Sempio, ha sollevato un dubbio articolato sull'impronta 33, combinando le risultanze della BPA — l'analisi del pattern del sangue effettuata dai RIS di Cagliari — con quanto emerso nel processo a carico di Alberto Stasi.
Il ragionamento parte da un dato: secondo la BPA, una mano sinistra insanguinata dell'assassino sarebbe stata appoggiata sulla schiena di Chiara Poggi, lasciando quella che viene indicata come impronta 33, ritenuta intrisa di materiale biologico. Su questo punto, Cataliotti non contesta le conclusioni tecniche.
Il nodo, però, arriva dopo. Stasi, fin dalla sua prima deposizione del 13 agosto 2007, ha sempre dichiarato di aver trovato chiusa la porta che conduceva alle scale dove giaceva il corpo della ragazza, di averla aperta e di essersene andato per denunciare il fatto. Se la versione di Stasi è vera — e oggi, sottolinea Cataliotti con una punta di ironia, metterla in dubbio "non va di moda" — allora l'assassino quella porta l'ha richiusa. E per farlo, avrebbe dovuto usare una mano intrisa di sangue o materiale biologico, tirando verso di sé il pomello.
La domanda che Cataliotti lancia ai tecnici presenti in studio è quindi questa: come mai sul pomello della porta non è stata trovata alcuna traccia biologica? Se l'impronta 33 è davvero dell'assassino, perché la stessa impronta non compare dove l'assassino avrebbe dovuto necessariamente toccare per uscire?
Dalla stessa puntata