2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
In altre parole
1/12/2025
Maurizio De Giovanni riflette sul caso di Alberto Stasi a Garlasco, evidenziando le conseguenze morali e sociali di un errore giudiziario. Lo scrittore sottolinea che una società civile non può permettersi di tenere un innocente in carcere, richiamando l’attenzione sul dramma vissuto quotidianamente da chi sconta una pena ingiusta.
De Giovanni ricorda anche casi simili, come quello di un pastore sardo che ha scontato 35 anni di carcere per un delitto non commesso, con il vero colpevole che si è fatto avanti solo in punto di morte. L’autore mette in luce il peso psicologico e morale di vivere ogni giorno nella consapevolezza di non aver commesso il crimine, ma di essere comunque privati della libertà.
Secondo De Giovanni, il punto centrale non è solo giudiziario, ma anche etico e sociale: il mantenimento della giustizia e la protezione degli innocenti devono essere priorità di una società civile, al di là delle pressioni mediatiche e politiche.
Dalla stessa puntata