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In altre parole
7/2/2026
Parlando dei decreti sicurezza, Giovanni Floris fotografa un governo che sembra muoversi sempre dopo, mai prima. Non una valutazione tecnica, ma una sensazione politica: quella di un potere che rincorre i fatti invece di leggerli in anticipo.
Secondo Floris, ogni emergenza produce una risposta che arriva solo quando il problema è già esploso. Il decreto segue il titolo di cronaca, non lo precede. Un approccio che trasforma la politica in un riflesso automatico, più che in una guida.
L’immagine usata è efficace e impietosa: il gioco della talpa. Si colpisce dove qualcosa affiora, ma senza mai afferrare davvero la questione. Così, anche sulla sicurezza, resta l’impressione di un’azione frammentata, affannata, distante dalla complessità del presente.
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