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In altre parole
18/4/2026
Nel corso di In altre parole, Corrado Formigli analizza la crisi legata allo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più delicati per il traffico mondiale di petrolio.
Secondo Formigli, la guerra in corso non porterà vantaggi a nessuno, ma ha già prodotto un effetto destabilizzante importante. Il riferimento è al ruolo degli Stati Uniti e in particolare di Donald Trump, accusato di aver innescato una dinamica che ha reso evidente la forza strategica dell’Iran proprio attraverso il controllo di Hormuz.
Il conduttore sottolinea come gli effetti più pesanti debbano ancora arrivare: il petrolio che oggi circola nel mondo proviene in gran parte da spedizioni partite prima del blocco, con petroliere che stanno ancora completando lunghi viaggi, spesso passando dalla circumnavigazione dell’Africa.
Proprio per questo motivo, l’impatto economico rischia di manifestarsi in ritardo ma con maggiore intensità, generando un vero e proprio “effetto a valanga” su prezzi, energia e mercati globali.
La riflessione si chiude con una critica dura agli equilibri internazionali, mettendo in discussione la gestione del potere globale e le responsabilità delle grandi potenze nella crisi in corso.
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