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In altre parole
17/1/2026
Commentando le proteste in Iran, Agnese Pini ha sottolineato l’importanza di una mobilitazione ampia e costante a sostegno del popolo iraniano. “Scendere in piazza”, ha spiegato, non significa solo manifestare fisicamente, ma esserci nella società civile, nella politica e nei partiti, per mantenere accesi i riflettori su una battaglia di libertà fondamentale.
Secondo Pini, questa presenza è necessaria anche per evitare che la causa venga strumentalizzata o ridotta a una bandiera personale. Il rischio, ha avvertito, è quello di lasciare la difesa dei diritti e delle libertà esclusivamente nelle mani di Donald Trump, che starebbe appropriandosi di una battaglia che non dovrebbe essere solo sua.
Il messaggio è chiaro: la lotta per la libertà in Iran deve restare collettiva e condivisa, sostenuta da una partecipazione attiva e pluralista, capace di andare oltre gli interessi e le narrazioni dei singoli leader internazionali.
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