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In altre parole

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Tra censure e pressioni politiche: ma cosa è diventata l’America? L’editoriale di Massimo Gramellini

20/9/2025

Come avrebbe detto Franco Cordero, stiamo assistendo a un “golpe al rallentatore”. Questa settimana, negli Stati Uniti, si è fatto un altro passo avanti. Tutto è iniziato con alcune parole di Donald Trump, commentate ironicamente da Jimmy Kimmel durante il suo programma.

Il conduttore aveva paragonato la reazione di Trump a quella di un bambino di quattro anni che piange per un pesce rosso. Una battuta innocua, ma che ha portato l’ex presidente a pretendere la chiusura del programma. L’emittente privata Abc ha ceduto alle pressioni e ha licenziato Kimmel.

Intanto, su spinta del vice di Trump, diverse aziende private hanno cominciato a licenziare dipendenti che criticavano la memoria di Charlie Kirk. Trump ha già annunciato i nomi dei prossimi conduttori tv da cacciare.

Nella stessa settimana in cui è scomparso Robert Redford, viene naturale chiedersi: ma cosa è diventata l’America? Un Paese che da simbolo di libertà rischia di trasformarsi in una “succursale della Corea del Nord”.

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