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In altre parole
25/10/2025
Per Gustavo Zagrebelsky, il Paese ha bisogno di una rivoluzione, ma non nel senso storico del termine: non una rivoluzione d’ottobre, bensì un cambiamento concreto che ponga al centro i poveri e chi vive in carenza di beni fondamentali. Secondo il giurista, partire dai bisogni dei cittadini più fragili permette di elaborare un programma politico e di governo chiaro e ordinato, che stabilisca le priorità in modo efficace.
Zagrebelsky sottolinea come la Costituzione italiana, fondata sul lavoro, definisca già una gerarchia dei valori: la Repubblica nasce dalla ricchezza prodotta dal lavoro, non dalla speculazione o dall’estrazione di ricchezza. In questo senso, sicurezza, salute e lavoro devono essere al centro delle politiche pubbliche, prima di grandi opere o infrastrutture di minor impatto sociale.
L’intervista invita a riflettere su un approccio politico che metta al centro la dignità delle persone, la tutela dei diritti fondamentali e il ruolo primario del lavoro come motore della società.
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