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In altre parole
20/9/2025
Secondo Gustavo Zagrebelsky, l’uso politico di Dio da parte di figure come Smotrich e Netanyahu rappresenta uno strumento disgustoso di legittimazione: invocare Dio per giustificare trattative sugli insediamenti o affari immobiliari, come nella presunta mediazione con Trump, è un esempio di strumentalizzazione della religione a fini politici o economici.
Zagrebelsky sottolinea che la strumentalizzazione religiosa non riguarda solo Israele: anche leader internazionali come Trump iniziano riunioni ufficiali con preghiere, riportando Dio al centro della scena politica. Il giurista suggerisce che la Chiesa cattolica potrebbe intervenire scomunicando chi utilizza la religione in modo strumentale, come fece Giovanni Paolo II con la mafia, per difendere i valori umani e civili.
Per Zagrebelsky, manipolare la religione per il potere o per affari rappresenta un vero e proprio crimine contro l’umanità, perché mette in pericolo i principi e il patrimonio civile costruito con fatica dalla comunità internazionale. La responsabilità morale, conclude, ricade su chi strumentalizza la fede a fini personali o politici.
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