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21/8/2026

Dopo tre giorni di navigazione dal soccorso in mare e con sette salme a bordo, la Life Support di Emergency ha raggiunto il porto di Bari. Ripercorriamo tutta la storia della Life Support di Emergency.
Nella giornata di lunedì 17 agosto, la Life Support ha soccorso un barchino nel Mediterraneo con a bordo 57 persone: sette persone avevano già perso la vita mentre due erano in gravi condizioni e sono state salvate. Presenti molti minori non accompagnati sulla barca.
"Questo equipaggio è destinatario di una pena aggiuntiva e più giorni di navigazione. Non c'è nessun motivo, è puro calcolo politico e cinismo. Volevamo che ci fosse la solidarierà di In Onda a Emergency e a tutte le navi Ong che sono destinatarie di provvedimenti inumani come questo", aveva dichiarato Marianna Aprile nello studio di In Onda esprimendo la solidarietà per Emergency.
Giovedì 21 agosto, la Life Support di Emergency ha raggiunto il porto di Bari: le 50 persone presenti sull'imbarcazione hanno completato le procedure di sbarco e, successivamente, sono state trasferite a terra anche le salme delle sette persone trovate già morte. Sul caso la Procura di Bari ha aperto un’indagine contro ignoti per l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Luca Radaelli, soccorritore e infermiere di Emergency, racconta a In Onda le operazioni di sbarco a Bari: "Siamo arrivati questa mattina al porto di Bari. Abbiamo iniziato poco dopo la procedura per lo sbarco delle persone portate a bordo. Sono salite le autorità di Bari e i medici per la valutazione delle persone a bordo. Poco alla volta sono state fatte sbarcare tutte le persone".
"Infine, sono entrati gli operatori della medicina legale per la valutazione delle sette salme che portavamo a bordo. Attualmente, sono state portate all'ospedale di medicina legale del Policlinico di Bari. È stato molto duro portare a bordo anche delle salme però siamo contenti di aver potuto fare la differenza per le altre persone in difficoltà", conclude Luca Radaelli.
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