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11/8/2026

Nello studio di In Onda, si parla dell’arresto di Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato dello scorso ottobre davanti l'abitazione del conduttore Sigfrido Ranucci. Secondo Paolo Mieli, questo epilogo era in qualche modo atteso: “Non è cambiato assolutamente niente. Noi sappiamo le stesse cose che sapevamo un mese fa”.
Nel corso dell’intervista con Marianna Aprile, Mieli sottolinea che gli investigatori avrebbero analizzato i rapporti tra Ranucci e Lavitola, alla ricerca di eventuali elementi, come una telefonata o una dichiarazione, che potessero chiarire la natura della loro relazione: "Volevano vedere se usciva qualcosa di più sul rapporto fra Ranucci e Lavitola. La sentenza di oggi dovrebbe togliere ogni ombra da Ranucci”.
"Ranucci non era consapevole dell'attentato", conclude Paolo Mieli. Nello studio di In Onda, interviene sull'attentato a Ranucci anche Italo Bocchino che dà il suo punto di vista sulle reazioni di alcuni esponenti del centrodestra: "Per quanto riguarda la reazione di alcuni ambienti politici del centrodestra, credo che Ranucci paghi il conto del metodo Ranucci. Un eccesso di metodo giornalistico violento nei confronti del governo, della destra, di Giorgia Meloni".
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