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In Onda
12/7/2026
Vannacci ospite di Marianna Aprile e Luca Telese a In Onda: "La doppia cifra è il mio sogno". Dalla remigrazione alla legge elettorale alcuni dei temi del dibattito
Dalla remigrazione alla riforma della legge elettorale, passando per il nuovo reato di femminicidio e gli obiettivi di Futuro Nazionale. Sono i principali temi affrontati da Roberto Vannacci, ospite di In Onda su La7.
Sul fronte dell'immigrazione, il leader di Futuro Nazionale è tornato sul concetto di remigrazione, distinguendolo dai rimpatri volontari richiamati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Meloni si riferisce solamente a una piccolissima fetta" delle persone alle quali, secondo Vannacci, si rivolge la remigrazione, sostenendo che il tema abbia una portata più ampia rispetto agli strumenti già adottati dal governo.
Commentando le parole di Papa Leone XIV sui migranti, Vannacci ha osservato che il Pontefice "parla anche di rimodulare l'accoglienza" e ha aggiunto che "un piano europeo per il soccorso in mare c'è già".
Spazio anche alle prospettive politiche del suo movimento. Vannacci ha minimizzato il peso dei sondaggi, spiegando di preferire il confronto diretto con i cittadini. "La doppia cifra è il sogno al quale avrei voluto tendere, non siamo poi così distanti", ha affermato, ricordando che Futuro Nazionale ha raggiunto il 6% in poche settimane. Un risultato che, secondo il leader del partito, dimostra come un numero crescente di italiani condivida le sue posizioni. Quanto alle possibili alleanze, ha ribadito che "si fanno poche settimane prima del voto".
Sulla riforma della legge elettorale, Vannacci ha rilanciato la proposta di reintrodurre le preferenze. "Siamo gli unici che vogliono il ritorno delle preferenze", ha dichiarato, invitando Giorgia Meloni a sostenere una riforma che superi i listini bloccati e restituisca agli elettori la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti.
Nel corso dell'intervista è intervenuto anche sul nuovo reato di femminicidio, esprimendo la propria contrarietà alla sua introduzione. Secondo Vannacci, il codice penale dispone già delle aggravanti necessarie per punire i casi più gravi e l'ergastolo può essere inflitto anche senza una specifica fattispecie di reato. "Se siamo tutti uguali, un reato non può essere più o meno grave a seconda del sesso, del colore della pelle o della religione di chi lo commette o lo subisce", ha affermato, sostenendo che il principio di uguaglianza davanti alla legge debba restare il riferimento dell'ordinamento.
La puntata in pillole