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In Onda
28/2/2026
Durante In Onda, Greta Cristini ha analizzato lo scenario legato alla possibile eliminazione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, spiegando che la sua morte non sarebbe automaticamente sinonimo di cambio di regime.
“Decapitare la Guida Suprema, così come altri pilastri ideologici, politici e militari, non significa creare le condizioni per la fine della Repubblica islamica per come la conosciamo dal 1979”, ha affermato.
Secondo Cristini, servirebbero almeno tre condizioni fondamentali. Primo: una campagna militare prolungata di Israele e Stati Uniti, superiore ai 45 giorni, capace di annientare in modo massiccio le capacità militari e repressive dei Pasdaran. Secondo: una frattura interna alle forze armate regolari iraniane, con una parte dell’esercito pronta a non sostenere più la Guida Suprema e a schierarsi dalla parte del popolo. Terzo: un’opposizione iraniana realmente unificata.
Sul punto, Cristini ha sottolineato come non sia affatto scontato che Reza Pahlavi, figlio dello Scià e fuori dall’Iran dal 1979, possa rappresentare un elemento unificante per un’opposizione che oggi appare profondamente divisa. “Ci sono 92 milioni di iraniani che dovrebbero affrontare una transizione verso libere elezioni”, ha spiegato, evidenziando quanto il processo di democratizzazione sia complesso e tutt’altro che automatico.
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