La7 Play Logo
Home
Dirette
Guida Tv e Rivedi
Programmi
Film
Documentari
Podcast
La7 Play Logo

Note legali

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie

LA7

  • Chi siamo
  • Help
  • Pubblicità
  • Frequenze LA7
  • Scrivici
  • Corporate Governance

2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.

  • Home
  • Dirette
  • Guida Tv e Rivedi
  • Programmi
  • Film
  • Documentari
  • Podcast

LA7

Note legali

Network

  • LA7
  • LA7d
  • TG LA7

copyright © 2025 la7 s.p.a

p.iva 12391010159

licenza siae 3344/i/3215

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie
In Onda

In Onda

Iran, Cristini: “Uccidere la Guida Suprema non basta per cambiare il regime”

28/2/2026

Durante In Onda, Greta Cristini ha analizzato lo scenario legato alla possibile eliminazione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, spiegando che la sua morte non sarebbe automaticamente sinonimo di cambio di regime.

“Decapitare la Guida Suprema, così come altri pilastri ideologici, politici e militari, non significa creare le condizioni per la fine della Repubblica islamica per come la conosciamo dal 1979”, ha affermato.

Secondo Cristini, servirebbero almeno tre condizioni fondamentali. Primo: una campagna militare prolungata di Israele e Stati Uniti, superiore ai 45 giorni, capace di annientare in modo massiccio le capacità militari e repressive dei Pasdaran. Secondo: una frattura interna alle forze armate regolari iraniane, con una parte dell’esercito pronta a non sostenere più la Guida Suprema e a schierarsi dalla parte del popolo. Terzo: un’opposizione iraniana realmente unificata.

Sul punto, Cristini ha sottolineato come non sia affatto scontato che Reza Pahlavi, figlio dello Scià e fuori dall’Iran dal 1979, possa rappresentare un elemento unificante per un’opposizione che oggi appare profondamente divisa. “Ci sono 92 milioni di iraniani che dovrebbero affrontare una transizione verso libere elezioni”, ha spiegato, evidenziando quanto il processo di democratizzazione sia complesso e tutt’altro che automatico.

Dalla stessa puntata