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In Onda
8/9/2025
La giornalista Francesca Mannocchi ha analizzato il ruolo dei ministri dell’estrema destra israeliana dopo l’attentato di Gerusalemme, sottolineando come le loro reazioni rappresentino un chiaro indirizzo politico del governo guidato da Benjamin Netanyahu.
Secondo Mannocchi, i ministri Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, pur rappresentando una percentuale ridotta in Parlamento, hanno un peso determinante per la tenuta dell’esecutivo. Entrambi si sono sempre dichiarati contrari a qualsiasi cessate il fuoco e, già nell’ottobre 2023, avevano distribuito 10mila armi d’assalto ai coloni nelle colonie illegali.
La loro presenza sul luogo dell’attentato, osserva la giornalista, è tutt’altro che casuale: «È un gesto coerente con la loro linea politica: sfruttano la tragedia per ribadire la necessità di armarsi».
Un passaggio importante riguarda anche la decisione della Corte Suprema israeliana, definita da Mannocchi “un fatto inedito”. Per la prima volta, l’organo giudiziario ha criticato l’operato del governo, giudicando inaccettabili le condizioni dei detenuti palestinesi nelle carceri. È stato infatti riportato il caso di un ragazzino morto di fame, spingendo la Corte a ribadire che ai prigionieri deve essere garantito almeno il diritto al nutrimento.
La risposta di Ben-Gvir è stata immediata: «I detenuti vivranno nelle condizioni da me stabilite», ha affermato, utilizzando la tragedia di Gerusalemme come alibi politico.
Per Mannocchi, questa linea conferma una strategia precisa: l’obiettivo del governo Netanyahu è l’annessione totale dei territori palestinesi.
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