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In Onda
1/8/2025
Marco Cappato interviene con decisione sul dibattito in corso sul fine vita, criticando duramente il disegno di legge proposto dal governo, che – secondo lui – restringe i diritti sanciti dalla Corte Costituzionale.
«Le leggi non si fanno sui casi individuali, ma dal caso Englaro in poi solo le azioni individuali hanno fatto davvero muovere le cose», ha dichiarato Cappato, sottolineando come siano state le esperienze personali a forzare la politica a occuparsi del tema.
«È stato un obbligo, un’urgenza che le persone vivevano», aggiunge.
Cappato lancia poi un monito al deputato Maurizio Lupi e al governo:
«Attenzione: il testo del governo cancella i diritti che la Corte Costituzionale ha stabilito nell’aiuto alla morte volontaria, che per ora è stato ottenuto solo da 10 persone.»
Secondo l’attivista, la legge in discussione restringerebbe drasticamente l’accesso al fine vita:
«Con questa legge solo chi è attaccato a una macchina potrà ottenere il diritto al fine vita. Martina Oppelli non lo avrebbe ottenuto, come Laura Santi. È una restrizione, una cancellazione incostituzionale.»
Cappato ricorda inoltre che la Corte, in una recente sentenza sul caso di “Libera”, ha ribadito il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale:
«La Corte, una settimana fa, ha ribadito con chiarezza che questo è un compito del Servizio Sanitario Nazionale, mentre la legge proposta dal governo lo esclude. E questo va contro la sentenza della Corte.»
«I tempi sarebbero troppo lunghi. La legge è fondamentale se estende la libertà di scelta, non se diventa un boicottaggio», prosegue.
Infine, difende il ruolo delle leggi regionali:
«Le leggi regionali non pongono situazioni discriminatorie: la sanità è competenza regionale. In Toscana, prima regione ad aver accettato la nostra proposta, ci sono tempi certi.»
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