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In Onda
1/8/2025
Durante l’intervista con Marianna Aprile, Martina Oppelli ha condiviso con grande sincerità il suo stato d’animo riguardo alla decisione di ricorrere al fine vita in Svizzera.
«Sono sicura che, arrivata in Svizzera, non cambierò scelta perché sono serena e ho fatto la mia scelta in serenità», ha dichiarato, mostrando una profonda consapevolezza e pace interiore.
Oppelli racconta anche il difficile impatto che la perdita di autosufficienza ha sul corpo e sulla persona:
«Quando non sei autosufficiente ti mettono nella condizione di essere un oggetto e tutto viene invaso dal tuo corpo, ogni anfratto», spiega con amarezza.
La malattia porta anche a scoprire parti del proprio corpo ormai dimenticate o trascurate, come quando le viene fatta la fotografia per documentare i decubiti.
«Ci sono delle parti del corpo che non vedo da anni, le vedo quando mi fanno le foto, quando ho dei decubiti», racconta Oppelli, ma sottolinea con forza:
«Lo faccio ora perché so che sono serena, che ho avuto il massimo che potevo avere e sono felice».
Un messaggio di dignità, accettazione e serenità che invita a riflettere sull’importanza del rispetto e della libertà di scelta nel fine vita.
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