2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
In Onda
1/8/2025
Maurizio Lupi interviene nel dibattito parlamentare sul fine vita, commentando anche la forte testimonianza di Martina Oppelli:
«Quando si entra nella discussione di un testo di legge, le parole sembrano fredde, soprattutto dopo una testimonianza come quella di Martina. L’immagine che ho visto penso a un inno alla vita, ma è una sconfitta per tutti», ha affermato.
Lupi richiama al senso di responsabilità del legislatore:
«In Parlamento si discute e si fanno le leggi. Abbiamo una responsabilità.»
Sulla distanza tra istituzioni e società, dichiara:
«Io in Parlamento porto le mie idee. Ma in questo caso si parla di qualcosa di diverso dall’eutanasia: si parla dell’impunità per chi aiuta al suicidio assistito in alcuni casi.»
Rispondendo al dato secondo cui il 75% degli italiani è favorevole all’eutanasia, Lupi pone una questione etica:
«Mi pongo la domanda su cosa sia il diritto alla vita. Non voglio una società in cui chi è malato, anche terminale, sia abbandonato.»
Pur riconoscendo il valore della libertà individuale, sottolinea i rischi:
«La libertà deve essere profondamente rispettata, ma così si va verso il rischio di abbandono di chi è malato terminale.»
Infine, invita a un confronto costruttivo in Aula:
«Credo ci sia un punto: c’è un testo base con dei tempi definiti, ci saranno degli emendamenti. Il compito del Parlamento è confrontarsi per trovare un compromesso.»
Dalla stessa puntata