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In Onda
31/12/2025
Paolo Mieli prende le distanze dai sondaggi politici e dagli indici di gradimento, mettendone in dubbio l’affidabilità: “Io non ci credo ai sondaggi, né agli indici di credimento”.
Secondo lo storico e giornalista, le rilevazioni demoscopiche falliscono soprattutto nel cogliere i momenti decisivi: “Non sono mai stati in grado di prevedere le grandi svolte, non solo in Italia ma in tutta Europa”.
Mieli propone una provocazione finale: confrontare i sondaggi sospesi prima del voto con i risultati reali delle elezioni, evitando però polemiche di fine anno: “I sondaggisti spiegano sempre che gli elettori hanno cambiato idea, ma io non voglio fare polemica”.
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