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In Onda
8/9/2025
Il vicedirettore di Libero, Pietro Senaldi, è intervenuto sull’ultimo attentato in Israele, sottolineando come la radice dell’odio palestinese non possa essere ricondotta esclusivamente alle scelte politiche del premier Benjamin Netanyahu.
“Ci sarebbe stato comunque un attentato anche senza il 7 ottobre, perché già prima c’erano stati attacchi. Oggi non c’è stata una tragedia, ma un attentato del terrorismo palestinese.”
Senaldi ha minimizzato la rilevanza delle divisioni interne a Hamas o di eventuali nuove leadership:
“Se questi sono capi di stato nuovi di Hamas o schegge impazzite credo sia relativo.”
Per il giornalista, infatti, l’odio tra palestinesi e israeliani è un fenomeno radicato e ben più antico:
“L’odio dei palestinesi verso gli israeliani non è nato per la reazione di Netanyahu. Quello che abbiamo visto il 7 ottobre — con padri decapitati e bambini costretti a giocare a pallone con la testa dei padri — rivelava già un odio represso nei confronti degli israeliani.”
Secondo Senaldi, dunque, la responsabilità degli attentati non può essere ridotta al solo contesto politico attuale, ma è legata a un conflitto che affonda le radici nella storia e nelle tensioni irrisolte della regione.
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