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In Onda
29/12/2025
Sergio Rizzo ha espresso una serie di perplessità sull’assetto e sulle implicazioni dei venti punti per la pace. Fin dall’incipit ha messo l’accento sulla premessa del cessate il fuoco: “Se le armi tacciano, no? Perché questo va da sé, no? Dopodiché leggendo questi venti punti, ma non lo so, ci sono delle cose che... Cioè l’Europa dov’è? Non è vero quello che ha detto lui, il presidente degli Stati Uniti che l’Europa è fortemente coinvolta. Io questo grande coinvolgimento dell’Europa non lo vedo.”
A fronte del richiamo in studio a un possibile “ingresso molto accelerato dell’Ucraina” nell’Unione Europea, Rizzo ha ridimensionato la novità di quell’orizzonte, collocandolo in una traiettoria già delineata con l’inizio del conflitto: “Sì, ma quello però era già un... C’è un elemento scontato fin dall’inizio dell’ostilità, no, che ci fosse una direzione dell’Ucraina verso l’Unione Europea. Nei Putin può impedire questa cosa. Poi c’è un altro aspetto.”
Entrando nel merito dei venti punti, Rizzo ha insistito sul nodo del peso europeo nel processo: “Però, oggettivamente, leggendo questi venti punti non si ha la sensazione che l’Europa sia un attore così importante in questi accordi di pace. Oggettivamente, è un po’ stuperfacente se uno considera qual è il ruolo poi dell’Europa in questa vicenda.” E ha ricordato la centralità degli interessi europei di fronte all’aggressione russa: “Noi siamo direttamente interessati perché la Russia, minacciando l’Ucraina, avendo invasiv’ l’Ucraina, in in qualche modo minacciano direttamente anche l’Europa.”
Rizzo ha poi allargato lo sguardo sul quadro geopolitico, evocando un parallelismo storico: “E poi c’è un altro aspetto che è un po’ inquietante in tutta questa vicenda, che si sta riproponendo lo schema geopolitico della fine della Seconda la guerra mondiale, dove c’è un Paese come la Russia che sta disperatamente cercando di estendere la propria influenza di nuovo verso i Paesi dell’Europa Orientale e gli Stati Uniti sono in una fase tale per cui non vogliono neanche mischiarsi nelle faccende europee.” Di qui la definizione del momento: “Quindi è una situazione molto complicata, secondo me anche molto delicata.”
Sul capitolo cruciale delle garanzie di sicurezza, Rizzo ha sollevato interrogativi operativi: “Dopodiché io non so come faranno a fare in modo che queste garanzie le garanzie di sicurezza vengano rispettate. Perché le garanzie di sicurezza che cosa vuol dire? Vuol dire che ci sono delle truppe di interposizione? Infatti è tutto definito e Giorgia Meloni prima di questo punto ha messo le mani avanti.” E ha sottolineato l’assenza di una distinzione esplicita tra le parti in causa: “Dopodiché non c’è un minimo accenno all’elemento fondamentale, qui c’è un paese aggredito e un paese aggressore.”
Concludendo, Rizzo ha sintetizzato la sua lettura dei venti punti: “Questo sembra una capitolazione, da quello che vedo io, sembra abbastanza una capitolazione dell’Ucraina, no?”
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