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27/5/2014
La paziente che si innamora dell’analista e che gli dichiara il suo amore fa parte di un clichè consolidato, anche se nella realtà è un evento decisamente raro. Il desiderio che porta un paziente dall'analista è quello di poter comprendere ed affrontare le proprie difficoltà, ma anche di ricevere ascolto, interesse, accettazione in un clima di profondo rispetto che valorizza la capacità di esprimersi in modo aperto e sincero. E queste caratteristiche (certo non solo queste), non sono forse proprie anche di un rapporto d’amore? E allora dove sta la differenza?
Nel rapporto terapeutico - l’analista lo sa bene – non si può cercare la realizzazione di questi desideri “dentro” la stanza. Si può tuttavia conquistare la capacità di vivere con le proprie emozioni, quindi anche l’amore, nella vita reale. Nell’analisi si devono poter ritrovare tutti i sentimenti, anche quelli che ostacolano la capacità di vivere in maniera piena, quali il dolore, la rabbia, la delusione. Sara sembra volersi invece rifugiare nell’amore idealizzato per l’analista per non fare i conti con la paura e il dolore che le impediscono di vivere appieno una relazione amorosa vera.
Cristina Saottini, psicoanalista SPI (Società Psicoanalitica Italiana)