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1/7/2025

Ogni anno, la città di Siena si trasforma nel palcoscenico di una delle competizioni più antiche e affascinanti d’Italia: il Palio.
Una corsa di cavalli, certo, ma anche un rito collettivo che fonde storia, rivalità, orgoglio di contrada e spettacolo, capace di richiamare migliaia di spettatori da tutto il mondo.
Il Palio ha radici antichissime: se ne trovano testimonianze già nel XIII secolo, anche se la forma attuale si è consolidata nel Seicento: inizialmente, infatti, si trattava di corse per le vie della città, ma nel 1633 viene documentato il primo Palio corso dalle Contrade in Piazza del Campo, la celebre conchiglia di terra rossa nel cuore del centro storico senese.
Da allora il Palio si è svolto ogni anno, salvo alcune interruzioni legate a situazioni straordinarie, di cui le più recenti risalgono al 2020 e 2021 per la pandemia di Covid-19.
Il termine “palio” deriva dal latino pallium, ovvero il drappo di stoffa che veniva assegnato al vincitore.
Oggi, il palio è un’opera d’arte dipinta ogni anno da un artista diverso, spesso di fama internazionale, e rappresenta non solo un trofeo, ma un simbolo identitario per la contrada vincente.
Siena è suddivisa in Terzi, e all’interno di questi sono comprese le 17 contrade:
Ogni contrada è un vero e proprio microcosmo, con stemmi, colori, musei, oratori e un senso di appartenenza che si trasmette di generazione in generazione: ha una propria sede e una propria organizzazione interna, e partecipa al Palio con spirito combattivo e orgoglio secolare.
Durante ogni edizione del Palio, corrono solo 10 contrade, scelte secondo un sistema di rotazione e sorteggio. Questo rende ogni edizione diversa e imprevedibile, accendendo rivalità storiche che si rinnovano anno dopo anno.
Il Palio si corre due volte l’anno:
● Il 2 luglio, in onore della Madonna di Provenzano;
● Il 16 agosto, dedicato alla Madonna Assunta.
In casi eccezionali, può essere organizzato un terzo Palio straordinario, solitamente per celebrare eventi speciali o ricorrenze storiche.
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