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7/5/2025

Il 26 aprile 1986, a Chernobyl, un test mal gestito al reattore n.4 della centrale nucleare sovietica portò alla più grave catastrofe atomica della storia. Una nube radioattiva si diffuse in tutta Europa e l’URSS cercò inizialmente di insabbiare tutto, fino a quando le misurazioni anomale rilevate in Svezia costrinsero Mosca ad ammettere il disastro. Le conseguenze furono devastanti: morti immediate, malattie legate alle radiazioni, intere città evacuate e una zona di esclusione ancora oggi invivibile.
Il 3 marzo 2022, il giornalista ucraino Maistrouk, intervenendo a Piazzapulita, ha lanciato un grave allarme: la centrale nucleare di Zaporizhzhia, a Energodar, era assediata dalle forze russe, con il rischio concreto di un disastro simile a Chernobyl.
L’occupazione militare dell’impianto più grande d’Europa ha sollevato forti preoccupazioni internazionali, anche da parte dell’AIEA, che teme un incidente dovuto a combattimenti o alla compromissione dei sistemi di sicurezza. La vicenda mostra quanto le centrali nucleari siano vulnerabili in tempo di guerra.
Nel marzo 2022, l’inviato di La7 Andrea Nicastro riportò in diretta da Zhaporhizha la situazione delle centrali nucleari in Ucraina, rivelando che soldati russi erano stati contaminati dalle radiazioni a Chernobyl. Secondo Nicastro, i militari russi avevano smosso i terreni radioattivi senza adeguate protezioni, esponendosi a livelli di radiazione sette volte superiori alla norma. Questa gestione irresponsabile della zona di esclusione suscitò preoccupazione per la salute dei soldati coinvolti e per l’integrità dell’ambiente circostante.
Il 14 febbraio 2025, l’Ucraina denunciò un attacco russo contro la centrale di Chernobyl, utilizzando droni per colpire il sito. Sebbene non siano stati segnalati danni significativi alle strutture principali, l’incidente sollevò preoccupazioni internazionali, vista la delicata situazione della zona, ancora altamente contaminata. Le autorità ucraine avviarono indagini sull’attacco, mentre la comunità internazionale espresse preoccupazione per l’uso di droni in un’area così sensibile, temendo che simili azioni potessero mettere ulteriormente a rischio la stabilità della regione.
Chernobyl divenne il simbolo dei pericoli del nucleare mal gestito. Scosse le coscienze, cambiò le politiche energetiche di molti paesi e spinse a introdurre regole più severe in tutto il mondo.
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