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7/5/2025

Il Manifesto di Ventotene, agosto 1941, redatto da antifascisti come Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, è la visione politica di un’Europa unita.
Concetti come democrazia, solidarietà sociale, superamento dello Stato nazionale, sono al centro della visione del documento.
Obiettivo del documento steso durante la Seconda Guerra Mondiale in un clima di privazione della libertà, era la creazione di una federazione europea basata sulla pace e solidarietà tra i popoli.
Inizia con La crisi della civiltà moderna e termina con La situazione rivoluzionaria: vecchie e nuove correnti. Si compone di 4 capitoli densi di analisi storica, riflessioni e proposte per il futuro.
In questa pagina di La7, grazie ai link inseriti nell’articolo, potrai accedere a contenuti video che arricchiscono la narrazione con dibattiti attuali che coinvolgono politici, giornalisti e storici.
Durante l’intervento alla Camera, Giorgia Meloni ha dichiarato “Quella del Manifesto di Ventotene non è la mia Europa”.
Quanto detto dalla premier ha suscitato reazioni forti come quella di Fornaro che ha accusato Meloni di oltraggio alla memoria di Spinelli e non solo.
Maria Elena Boschi commenta: Non è più alla Garbatella, offende la memoria di quei giovani e Debora Serracchiani la definisce “insultante”.
Casini ricorda che essendo stato scritto nel 1941 è necessario contestualizzare e non decontestualizzare quanto è scritto nel documento e afferma "non mi scandalizzo di quel che ha detto la Meloni. Ha semplicemente detto che lei non condivide, ne prendiamo atto. Anzi forse è bene che tutti ne prendano atto".
Qualche giorno prima dell’intervento del Presidente del Consiglio che ha suscitato reazioni, Achille Occhetto a In altre parole, si chiedeva e chiedeva: “cosa potevano pensare qui giovani di Ventotene che mandavano l'anatema contro il nazionalismo di un'Europa che ha dentro Orban?”.
Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni Altiero Spinelli fu incarcerato dal 1927 al 1943 perché comunista, fondò poi il Movimento federalista europeo.
Deputato italiano ed europeo, collaborò con De Gasperi, Spaak, Monnet promuovendo attivamente l'unificazione europea.
Anche Ernesto Rossi fu condannato, e poi confinato a Ventotene e con Spinelli, appunto, ideò il federalismo europeo. Eugenio Colorni fu confinato a Ventotene e poi a Melfi da cui evase nel 1943. Insieme a Spinelli e Rossi collaborò anch’egli al Manifesto.
Tutti e tre i protagonisti sono riconosciuti come simbolo di lotta contro ogni tipo di totalitarismo.
A Spinelli, ricorda De Angelis, è dedicato un edificio del Parlamento europeo, in quanto riconosciuto come uno dei padri fondatori dell'Europa.
Guarda la puntata integrale de La Torre di Babele dal titolo: Serve ancora la democrazia?
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