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15/7/2026

Nella giornata di martedì 14 luglio è arrivato un primo stop parlamentare per la riforma della legge elettorale voluta dal governo Meloni. Con una votazione a scrutinio segreto, la Camera dei Deputati ha respinto l'emendamento, presentato tra gli altri da Fratelli d'Italia, che proponeva l'introduzione di un sistema elettorale proporzionale.
L'emendamento è stato respinto con 188 voti contrari e 187 favorevoli. Le opposizioni hanno attaccato l'esecutivo in aula, sostenendo che la sconfitta certificherebbe la mancanza di una maggioranza compatta e chiedendo le dimissioni del governo.
Il cuore della legge elettorale presentata dal governo Meloni è un ritorno al proporzionale, chiamato anche Stabilicum. Il nome scelto vuole evidenziare l'obiettivo e gli intenti della legge, ovvero, garantire una maggioranza stabilità dei governi.
Il proporzionale si basa su un premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la coalizione o la lista che ottiene almeno il 42% dei voti. Al momento della consegna dei simboli bisognerà indicare anche il candidato o la candidata al Presidente del Consiglio.
Tra le novità della legge elettorale, la soglia di sbarramento è stata fissata al 3%.
Le preferenze hanno creato i maggiori dissapori all'interno della maggioranza: Fratelli d’Italia, Udc e Noi Moderati hanno proposto di sostituire le liste bloccate del plurinominale con un elenco di sette nomi.
Dopo alcune presunte tensioni interne, Forza Italia e la Lega avevano firmato l’emendamento. Quando le opposizioni hanno chiesto di procedere con voto segreto, il testo è stato bocciato per un solo voto.
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