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21/5/2026

È un messaggio carico di dolore, smarrimento e incredulità quello affidato a un lungo audio dalla sorella di Salim El Koudri, il 31enne che sabato scorso ha investito deliberatamente alcuni passanti nel centro di Modena, ferendo otto persone, di cui 4 in gravi condizioni.
Nella registrazione, diffusa dopo la tragedia, la donna fatica a trattenere le lacrime mentre chiede scusa alle vittime e alle loro famiglie. “È difficile, impossibile trovare delle parole giuste”, dice all’inizio del messaggio. “Non esiste una parola che possa descrivere quanto ci dispiace”.
Il pensiero della famiglia, spiega, è rivolto soprattutto “ai feriti, alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all’incubo di sabato”.
Salim El Koudri è un cittadino italiano di 31 anni, di origini marocchine. Nato il 30 marzo 1995 a Seriate, in provincia di Bergamo, viveva dal 2000 a Ravarino, nel Modenese, con la famiglia.
“È difficile, è impossibile trovare delle parole giuste. Dire che ci dispiace non è neanche la parola giusta. Non esiste una parola che possa descrivere quanto ci dispiace. Ogni pensiero è rivolto ai feriti, alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all’incubo di sabato. E pensare che tutto questo sia stato causato da mio fratello… È per questo che non riesco a trovare parole, se non dire che ci dispiace.
E non possiamo neanche smettere di volergli bene.
Andremo a trovarlo, sì, ma non sappiamo quando. Non so neanche se riuscirò a guardarlo negli occhi, non lo so.
Mai, mai, mai nella mia vita avrei immaginato una cosa del genere. Nessuno di noi, né io né i miei genitori. Perché è sempre stato bravo. Oserei dire anche il primo della classe, perché era vero. Studioso, preciso, ordinato, sempre pulito, anche in camera sua. Era sia lo studente che il figlio perfetto.
Non abbiamo visto che qualcosa stesse cambiando in lui. Nell’ultimo periodo avevamo notato che era combattuto, diverso, ma pensavamo fosse il dispiacere di non riuscire a trovare lavoro a 30 anni.
Ma mai avrei pensato una cosa del genere. Siamo cresciuti insieme, abbiamo vissuto insieme. Non abbiamo mai avuto problemi con i vicini o con qualunque persona abbiamo incontrato nella nostra vita.
Non capisco cosa sia successo, non riesco a capire. Noi non facciamo altro che pensare alla signora che non potrà più camminare, alle famiglie distrutte, ma anche alle persone che hanno assistito a questa cosa orribile.
Io non riesco a immaginare quanto possa essere doloroso. È difficile, non ci sono parole giuste da dire. Non so cosa si possa dire.
Mi dispiace. Mi dispiace. Non sarà mai abbastanza. Mai. Non sarà mai abbastanza.”
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