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11/9/2026

Morte Emma Bonino, quando parlò di migranti a Propaganda Live: "Quale mondo per i nostri figli?"

Morte Emma Bonino, quando parlò di migranti a Propaganda Live: "Quale mondo per i nostri figli?"

Addio a Emma Bonino, morta a 78 anni l’11 settembre 2026 in una clinica privata di Roma. Nei giorni precedenti, era stata ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito a causa di una crisi respiratoria.Storica esponente radicale, già ministra degli Esteri e commissaria europea, Bonino è stata cofondatrice di +Europa e una delle figure centrli della politica italiana ed europea degli ultimi cinquant’anni. Il suo percorso è stato segnato da numerose battaglie per i diritti civili e umani: dalla legalizzazione dell’aborto al contrasto della pena di morte e delle mutilazioni genitali femminili, fino alla tutela delle minoranze.

 

 

Tra i temi al centro del suo impegno politico anche quello dell’immigrazione, sul quale è intervenuta più volte sostenendo la necessità di canali di ingresso regolari, politiche di integrazione e un maggiore coinvolgimento dell’Unione europea.

 

Emma Bonino e l’impegno per i migranti: "Se perdiamo persino questo senso di civiltà e di umanità, quale mondo costruiamo per i nostri figli?"

Ospite di Propaganda Live nel 2017, Bonino rifletteva sul fenomeno migratorio, invitando a distinguere i dati dalla percezione di un’Europa "invasa". Parlando delle politiche di respingimento, descriveva come "lager invivibili e insopportabili" i centri nei quali venivano ricondotti uomini e donne, richiamando l’attenzione sulle condizioni e sulle violenze alle quali potevano essere sottoposti. Con un riferimento alla storia dell’emigrazione italiana, ricordava come le persone si fossero sempre spostate per sfuggire alla guerra e alla povertà o per cercare migliori opportunità per i propri figli.

"Se noi riuscissimo a integrarli in modo più regolare, più normale, faremmo bene a noi, alla nostra economia e faremmo bene all’umanità, al senso di civiltà", sosteneva. Parole che oggi, a quasi dieci anni di distanza, tornano a risuonare con un significato particolare.

 

Il confronto tra Enrico Mentana e Emma Bonino: "Chiudiamoli a casa loro non funziona"

Nel corso della stessa intervista, Bonino si confrontava con Enrico Mentana sui temi dell’estremismo islamico, del terrorismo e dell’immigrazione. Il direttore del TgLa7 le chiedeva quale fosse il suo punto di vista sulle conseguenze che il fenomeno avrebbe potuto avere anche in Europa. "Prende piede chi dalle nostre parti dice: quelli sono diversi da noi", osservava Mentana. "Noi abbiamo un problema prima culturale che religioso con il mondo islamico. Diventa un nostro problema, di chi vuole costruire i ponti".

Nella sua risposta, Bonino invitava a non cercare formule immediate per affrontare un fenomeno complesso. "Io credo che non ci sia un miracolo. Chiunque mi proponga una ricetta come chiudiamoli a casa loro, non funziona", affermava.

L’ex ministra ripercorreva quindi alcuni passaggi della storia dei rapporti tra Europa e mondo islamico, ricordando la lunga presenza musulmana in Spagna. Secondo la sua analisi, tra le cause dell’affermazione dell’estremismo vi era anche l’impiego della religione per perseguire obiettivi politici e geopolitici. "Noi abbiamo avuto un lungo periodo islamico in Spagna. Poi è successo qualcosa, ovvero l’utilizzo a fini politici e geopolitici della religione", spiegava Bonino.

 

Emma Bonino sull’attentato alle Torri Gemelle

Il confronto arrivava poi all’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle. Bonino collocava l’ascesa dei movimenti estremisti nel contesto delle divisioni e degli equilibri di potere interni allo stesso mondo musulmano.

"Gli estremisti sono stati creati e voluti, come i talebani finanziati dall’Arabia Saudita. Gli attentatori di New York delle Torri Gemelle sono tutti wahhabiti: è uno scontro all’interno del mondo musulmano", sosteneva.

Secondo la leader di +Europa, il terrorismo non poteva essere letto soltanto come uno scontro tra l’Occidente e l’Islam. "È una strumentalizzazione della religione a fini politici", aggiungeva, invitando a osservare il presente attraverso una prospettiva storica: "Se noi guardassimo alla nostra storia, capiremmo anche cosa sta succedendo".

A venticinque anni dagli attentati dell’11 settembre e nel giorno della morte di Emma Bonino, quel confronto del 2017 torna inevitabilmente legato all’attualità. Non come una risposta definitiva a questioni ancora aperte, ma come un invito a riconoscerne la complessità e a interrogarsi sul rapporto tra migrazioni, radicalizzazione, politica e religione.È anche attraverso queste parole che resta la traccia del suo lungo percorso pubblico: una voce netta, destinata a continuare ad alimentare il confronto anche dopo la sua scomparsa.

 

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