2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
11/9/2026

Addio a Emma Bonino, morta a 78 anni l’11 settembre 2026 in una clinica privata di Roma. Nei giorni precedenti, era stata ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito a causa di una crisi respiratoria.Storica esponente radicale, già ministra degli Esteri e commissaria europea, Bonino è stata cofondatrice di +Europa e una delle figure centrli della politica italiana ed europea degli ultimi cinquant’anni. Il suo percorso è stato segnato da numerose battaglie per i diritti civili e umani: dalla legalizzazione dell’aborto al contrasto della pena di morte e delle mutilazioni genitali femminili, fino alla tutela delle minoranze.
Tra i temi al centro del suo impegno politico anche quello dell’immigrazione, sul quale è intervenuta più volte sostenendo la necessità di canali di ingresso regolari, politiche di integrazione e un maggiore coinvolgimento dell’Unione europea.
Ospite di Propaganda Live nel 2017, Bonino rifletteva sul fenomeno migratorio, invitando a distinguere i dati dalla percezione di un’Europa "invasa". Parlando delle politiche di respingimento, descriveva come "lager invivibili e insopportabili" i centri nei quali venivano ricondotti uomini e donne, richiamando l’attenzione sulle condizioni e sulle violenze alle quali potevano essere sottoposti. Con un riferimento alla storia dell’emigrazione italiana, ricordava come le persone si fossero sempre spostate per sfuggire alla guerra e alla povertà o per cercare migliori opportunità per i propri figli.
"Se noi riuscissimo a integrarli in modo più regolare, più normale, faremmo bene a noi, alla nostra economia e faremmo bene all’umanità, al senso di civiltà", sosteneva. Parole che oggi, a quasi dieci anni di distanza, tornano a risuonare con un significato particolare.
Nel corso della stessa intervista, Bonino si confrontava con Enrico Mentana sui temi dell’estremismo islamico, del terrorismo e dell’immigrazione. Il direttore del TgLa7 le chiedeva quale fosse il suo punto di vista sulle conseguenze che il fenomeno avrebbe potuto avere anche in Europa. "Prende piede chi dalle nostre parti dice: quelli sono diversi da noi", osservava Mentana. "Noi abbiamo un problema prima culturale che religioso con il mondo islamico. Diventa un nostro problema, di chi vuole costruire i ponti".
Nella sua risposta, Bonino invitava a non cercare formule immediate per affrontare un fenomeno complesso. "Io credo che non ci sia un miracolo. Chiunque mi proponga una ricetta come chiudiamoli a casa loro, non funziona", affermava.
L’ex ministra ripercorreva quindi alcuni passaggi della storia dei rapporti tra Europa e mondo islamico, ricordando la lunga presenza musulmana in Spagna. Secondo la sua analisi, tra le cause dell’affermazione dell’estremismo vi era anche l’impiego della religione per perseguire obiettivi politici e geopolitici. "Noi abbiamo avuto un lungo periodo islamico in Spagna. Poi è successo qualcosa, ovvero l’utilizzo a fini politici e geopolitici della religione", spiegava Bonino.
Il confronto arrivava poi all’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle. Bonino collocava l’ascesa dei movimenti estremisti nel contesto delle divisioni e degli equilibri di potere interni allo stesso mondo musulmano.
"Gli estremisti sono stati creati e voluti, come i talebani finanziati dall’Arabia Saudita. Gli attentatori di New York delle Torri Gemelle sono tutti wahhabiti: è uno scontro all’interno del mondo musulmano", sosteneva.
Secondo la leader di +Europa, il terrorismo non poteva essere letto soltanto come uno scontro tra l’Occidente e l’Islam. "È una strumentalizzazione della religione a fini politici", aggiungeva, invitando a osservare il presente attraverso una prospettiva storica: "Se noi guardassimo alla nostra storia, capiremmo anche cosa sta succedendo".
A venticinque anni dagli attentati dell’11 settembre e nel giorno della morte di Emma Bonino, quel confronto del 2017 torna inevitabilmente legato all’attualità. Non come una risposta definitiva a questioni ancora aperte, ma come un invito a riconoscerne la complessità e a interrogarsi sul rapporto tra migrazioni, radicalizzazione, politica e religione.È anche attraverso queste parole che resta la traccia del suo lungo percorso pubblico: una voce netta, destinata a continuare ad alimentare il confronto anche dopo la sua scomparsa.
Resta aggiornato
Aggiungi La7 alle tue fonti preferite e trovaci più facilmente su Google.