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22/5/2026

Il 23 maggio 1992 l'orologio della storia italiana si è fermato alle 17:58. Un boato sordo ha squarciato l'autostrada A29, all'altezza dello svincolo per Capaci, segnando uno dei punti più bui e drammatici della storia della Repubblica. Oggi, a 34 anni di distanza da quel tragico pomeriggio, l'Italia ricorda il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, simboli incrollabili della legalità e della lotta a Cosa Nostra.
Cinquecento chili di esplosivo, nascosti in un cunicolo sotto il manto stradale, cancellarono in un istante le vite del magistrato siciliano, di sua moglie Francesca Morvillo (anche lei magistrato) e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Quell'attentato, orchestrato dai vertici corleonesi della mafia, non mirava solo a eliminare il nemico giurato della criminalità organizzata, ma a mettere in ginocchio l'intero apparato statale. Tuttavia, l'effetto ottenuto fu diametralmente opposto: la Strage di Capaci, seguita appena 57 giorni dopo da quella di via D'Amelio in cui perse la vita l'amico e collega Paolo Borsellino, innescò una reazione civile senza precedenti, risvegliando in modo definitivo le coscienze di milioni di italiani.
Come ogni anno, Palermo diventa il cuore pulsante delle commemorazioni istituzionali e civili. Il luogo simbolo del ricordo rimane il celebre "Albero Falcone", il grande ficus che cresce davanti a quella che fu l'abitazione del giudice in via Notarbartolo. Attorno a questo albero, fin dalle prime ore del mattino, si riuniscono studenti, cittadini, associazioni antimafia e rappresentanti delle istituzioni per testimoniare che le idee di chi ha perso la vita in quell'attentato continuano a camminare sulle gambe delle nuove generazioni. Particolarmente significativa è la partecipazione delle scuole da ogni parte d'Italia, a dimostrazione di come la memoria non sia un mero esercizio retorico, ma un impegno civico quotidiano.
L'insegnamento più duraturo lasciato da Giovanni Falcone e dal pool antimafia risiede nel rivoluzionario metodo investigativo – il celebre "follow the money" che ha cambiato per sempre il contrasto globale al crimine organizzato – e in una profonda e rigorosa concezione del dovere, condivisa fino all'estremo sacrificio dalla moglie e dagli uomini della scorta. Falcone ha insegnato allo Stato che la mafia non è un'entità invincibile, ma un fenomeno umano che, come tale, ha avuto un inizio e avrà inevitabilmente una fine.
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