2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
25/5/2026

La Polizia di Stato ha sventato una potenziale strage nella città di Reggio Emilia. Un ragazzo di 22 anni, cittadino italiano di origini marocchine, è stato fermato con la gravissima accusa di arruolamento con finalità di terrorismo, anche internazionale. Il giovane, che in passato si era più volte dichiarato sostenitore dello Stato Islamico, aveva pianificato di scendere in strada armato di coltello per colpire passanti innocenti.
L'operazione, coordinata in sinergia dalla Procura distrettuale di Bologna e da quella di Reggio Emilia, è scattata nella serata di giovedì. Le forze dell'ordine hanno ricevuto una segnalazione allarmante: il 22enne aveva espresso la chiara volontà di compiere un attacco all'arma bianca per le vie del centro storico.
Una minaccia presa con la massima urgenza, considerando che in quelle ore il centro di Reggio Emilia era particolarmente affollato per due grandi eventi concomitanti: i quarti di finale dei playoff del campionato di Serie A di basket e un evento musicale nella centrale piazza San Prospero. Le pattuglie della Digos e delle Volanti hanno immediatamente cinturato l'area, riuscendo a rintracciare e bloccare il giovane mentre camminava in solitaria in una strada laterale della via Emilia.
Il profilo del ventiduenne era già noto agli investigatori. Il ragazzo era infatti monitorato dal 2024, anno in cui era stato arrestato in Germania per alcuni reati. Proprio durante la sua permanenza in carcere in terra tedesca, aveva più volte manifestato la sua vicinanza ideologica all'Isis.
Considerato socialmente pericoloso, nel gennaio di quest'anno era stato espulso dalla Germania, dove viveva con la famiglia, ed era rientrato in Italia. Al suo arrivo a Reggio Emilia, la Questura, in collaborazione con il Centro di salute mentale e i servizi socio-assistenziali del territorio, lo aveva inserito in un programma di assistenza mirato al suo pieno recupero e alla deradicalizzazione.
Il percorso di recupero, tuttavia, si è bruscamente interrotto. Le indagini dell'Antiterrorismo hanno infatti intercettato l'utenza telefonica del giovane all'interno di alcune chat sospette. Accompagnato in Questura dopo il fermo in centro, è emerso un quadro inquietante: il ragazzo era in contatto con un presunto reclutatore e sostenitore del Daesh.
Quest'ultimo gli avrebbe proposto un piano preciso: istruirlo e finanziarlo per portare a termine un attentato, da eseguire in Italia o all'estero. Il 22enne, ribadendo la sua totale fedeltà allo Stato Islamico, avrebbe dato il suo pieno consenso al progetto di morte. Di fronte alla gravità degli indizi e al pericolo di un'azione imminente, il Gip di Reggio Emilia ha accolto le richieste della Procura disponendo l'immediato trasferimento del giovane in carcere.
Resta aggiornato
Aggiungi La7 alle tue fonti preferite e trovaci più facilmente su Google.