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Intanto
14/10/2026
Sono due minorenni gli autori delle aggressioni all'attore Davide Iacopini e ad altre cinque persone, avvenute tra il 4 e il 5 ottobre a Roma. I due ragazzi, individuati dai carabinieri e dagli agenti della polizia locale coordinati dai pm della Capitale, hanno confessato. Il fascicolo passa ora alla Procura presso il tribunale per i minorenni.
«Quella notte ci siamo divertiti così», avrebbero sostanzialmente dichiarato i due durante l'interrogatorio, secondo le ricostruzioni emerse.
L'aggressione più grave è quella ai danni di Davide Iacopini, ricoverato in Terapia intensiva al San Camillo di Roma. L'attore è stato colpito il 5 ottobre da un calcio sferrato da una minicar mentre viaggiava in monopattino nel quartiere Monteverde. La Procura di Roma aveva aperto un fascicolo per tentato omicidio. Prosegue la riduzione della sedazione in vista del risveglio, mentre la prognosi resta riservata. Nella notte di venerdì l'attore è stato sottoposto a un secondo intervento neurochirurgico, riuscito perfettamente secondo quanto comunicato dall’ospedale.
I ragazzi hanno 16 e 17 anni e avrebbero già un precedente per un furto commesso insieme. Tra il 4 e il 5 ottobre stavano festeggiando il compleanno di uno dei due. Il diciassettenne, che sarebbe figlio di un carabiniere e proprietario della minicar, vive a Monteverde, mentre l'amico abita a Testaccio.
Il veicolo, di colore nero, aveva adesivi raffiguranti un cobra, led sul paraurti anteriore e una luce rossa vicino alla targa. Proprio uno degli adesivi, sul quale era riportato il numero del meccanico, avrebbe contribuito a indirizzare le indagini. L'uomo ha confermato di aver installato le luci e applicato gli adesivi sulla minicar.
Gli investigatori sono risaliti al secondo ragazzo anche attraverso l'analisi del profilo social del diciassettenne. Durante la confessione, uno dei giovani avrebbe inoltre riconosciuto un cappellino recuperato in strada dopo una delle aggressioni avvenute a Ponte Testaccio.
A contribuire alla ricostruzione degli spostamenti è stata anche un'applicazione installata sul cellulare di uno dei due, che consente di localizzare da remoto i dispositivi.
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