2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Intanto
1/8/2025
Torna la paura per il cosiddetto “borseggio 2.0”: ladri che usano Pos mobili per sottrarre piccole somme da carte contactless o smartphone semplicemente sfiorando tasche e borse. Il caso più recente è l’arresto a Sorrento di una donna con un Pos portatile e un furto da 9.000 euro a Roma: ma si tratta davvero di una minaccia diffusa?
Tecnicamente il furto è possibile, ma estremamente difficile. Gli smartphone richiedono autenticazione (biometrica o pin), mentre le carte consentono pagamenti senza pin solo sotto i 50 euro, sempre tracciabili e legati a un conto identificabile.
In un test, su tre tentativi di pagamento “invisibile”, solo uno è andato a buon fine e il segnale acustico del Pos, oltre all’sms di conferma, rende difficile non accorgersene.
Anche i portafogli “anti-NFC” non offrono reali garanzie: gli esperti consigliano piuttosto di tenere più carte vicine per creare interferenza.
Diverso il rischio legato agli “skimmer”, dispositivi piazzati su Atm o Pos truccati per clonare le carte, ma anche in quel caso serve il pin.
Insomma, il “borseggio digitale” esiste, ma è raro, tracciabile e difficile da portare a termine senza lasciare tracce.
Dalla stessa puntata