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Intanto

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Caso Almasri, Nordio attacca Fratoianni in aula: "Non avete letto le carte!"

5/2/2025

Si è svolta oggi nell’Aula della Camera l’informativa dei ministri della Giustizia, Carlo Nordio, e dell’Interno, Matteo Piantedosi, sulla vicenda Almasri. Un caso che ha sollevato numerosi interrogativi sulle modalità di gestione dell’arresto e della successiva scarcerazione dell’uomo, portando a un acceso dibattito politico e istituzionale.

 

La ricostruzione dei fatti

 

 

Nel suo intervento, il ministro della Giustizia Nordio ha ricostruito la cronologia degli eventi. Il 18 gennaio la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti di Almasri, che è stato eseguito dalla Digos di Torino il giorno successivo, il 19 gennaio. Tuttavia, la comunicazione informale di tale arresto è giunta solo lo stesso giorno, priva di dati identificativi e delle motivazioni alla base del provvedimento.

Il 20 gennaio il Procuratore generale di Roma ha trasmesso il dossier al Ministero della Giustizia alle 12:40, mentre l’Ambasciatore dell’Aja ha inoltrato formalmente la richiesta di arresto solo alle 13:57, quando il fermo era già avvenuto. Successivamente, il 21 gennaio, la Corte d’Appello ha accolto l’istanza della difesa e disposto la scarcerazione di Almasri, provvedimento arrivato al Ministero il 22 gennaio.

La vicenda ha poi assunto contorni ancora più complessi il 28 gennaio, quando Nordio ha ricevuto una documentazione che lo informava di essere indagato per favoreggiamento e abuso d’ufficio.

 

 

Nordio: "Non sono un passacarte"

 

 

Durante il suo intervento, il Guardasigilli ha respinto con fermezza le critiche e le ricostruzioni imprecise circolate nei giorni scorsi. Ha sottolineato che il suo ruolo non è quello di un semplice tramite burocratico, ma di un organo politico con la responsabilità di valutare e mediare le richieste internazionali in collaborazione con altri ministeri e istituzioni dello Stato.

Nordio ha inoltre evidenziato diverse irregolarità nel mandato della Corte Penale Internazionale, definendolo "nullo" in quanto non tradotto in italiano e corredato da allegati in lingua araba, un elemento che avrebbe dovuto sollevare dubbi sulla sua validità e applicabilità immediata.

 

 

Le polemiche politiche e le prossime mosse

 

 

Al termine dell’informativa, sono previsti gli interventi dei rappresentanti dei gruppi parlamentari, che non mancheranno di esprimere le loro valutazioni sul caso. Il dibattito resta acceso e le opposizioni chiedono chiarimenti sul ruolo svolto dal governo e sulle eventuali responsabilità politiche nella gestione dell’intera vicenda.

Resta ora da vedere quali saranno le prossime mosse della magistratura e dell’esecutivo in merito a una vicenda che ha già assunto i contorni di un caso politico e diplomatico di grande rilevanza.

Dalla stessa puntata