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Intanto
13/1/2024
10 anni fa, uno dei più gravi naufragi marittimi della storia moderna. Il 13 gennaio 2012, la nave da crociera Costa Concordia, insieme al suo tristemente noto comandante Francesco Schettino, che trasportava oltre 4.000 persone tra passeggeri, membri dello staff ed equipaggio, naufragò nelle vicinanze dell'Isola del Giglio, causando la perdita di 32 vite umane.
Partita da Civitavecchia e diretta a Savona, la Costa Concordia seguì un percorso insolito quella sera, avvicinandosi all'Isola del Giglio, una nota località turistica in Toscana. Il motivo di questo cambio di rotta fu il desiderio del comandante, all'epoca 51enne, di effettuare un "saluto", un'azione apparentemente pericolosa e non conforme alle procedure standard di navigazione.
L'errore fatale si verificò quando la nave si avvicinò troppo alla costa e colpì un piccolo scoglio, provocando uno squarcio profondo nello scafo lungo circa 70 metri. Di conseguenza, la nave iniziò a inclinarsi e ad affondare rapidamente. Durante l'evacuazione, si verificarono numerosi errori, e il comandante Schettino abbandonò la nave prima del previsto, agendo in modo irresponsabile. Il tragico risultato di queste serie di eventi fu la perdita di 32 vite umane. Nonostante la gravità della situazione, circa 4.000 persone a bordo furono eventualmente portate in salvo, ma il naufragio della Costa Concordia rimane un evento di grande impatto e tristezza nella storia della navigazione marittima.
Attualmente, Francesco Schettino sta espiando la sua condanna per reati quali naufragio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, abbandono della nave e abbandono di persone incapaci. Nel 2017, la Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la sua condanna a 16 anni di reclusione.
Francesco Schettino ritardò nel dare l'ordine di evacuazione della nave e abbandonò l'imbarcazione cercando rifugio sugli scogli mentre l'emergenza era ancora in corso, con circa 2.000 passeggeri in attesa di soccorso. In risposta, il comandante ha costantemente affermato che le sue azioni quella sera erano mirate a salvare molte vite e ha accusato alcuni membri dell'equipaggio di aver malinterpretato i suoi ordini.
Recentemente, il comandante, tramite i suoi avvocati difensori, ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione contro un'ordinanza della Corte di Appello di Genova che aveva respinto la richiesta di riesame del processo relativo al naufragio della nave. Tuttavia, il ricorso è stato respinto, non consentendo quindi la riapertura del processo. Il legale di Schettino si è dichiarato "amareggiato" per la decisione, non tanto riguardo alla condanna per il naufragio, che ha definito "totalmente legittima e comprensibile", ma per quelle relative all'omicidio colposo e all'abbandono della nave.
Cosa fa adesso il comandante
Francesco Schettino si trova nel carcere di Rebibbia, a Roma, da quando è stato condannato definitivamente per il naufragio della Costa Concordia, con accuse anche di omicidio colposo e abbandono della nave. Nonostante la gravità delle accuse, Schettino sembra essere un detenuto modello, non causando problemi e mantenendo buoni rapporti con gli altri detenuti. Durante il suo periodo di detenzione, ha ottenuto permessi premio e ha beneficiato di alcune misure alternative al carcere, svolgendo il ruolo di archivista presso la Discoteca di Stato, occupandosi della digitalizzazione degli atti di alcuni importanti processi storici come la strage di Ustica.
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