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Intanto
10/1/2024
Evasione di Adolfo Macias "Fito"
L'Ecuador ha vissuto una giornata di terrore e violenza con attacchi simultanei di gruppi armati in centri commerciali, uffici e persino in una stazione televisiva durante una trasmissione in diretta a Guayaquil.
La seconda citta' del Paese e' stata l'epicentro dell'offensiva da parte di commando legati alla criminalita' organizzata che le autorita' non hanno esitato a definire "terroristi".
L'Ecuador si trova cosi' immerso nel caos, prigioniero di una sorta di guerra interna che segue di pochi mesi l'elezione a presidente di Daniel Noboa al termine di una campagna elettorale segnata dall'uccisione di diversi candidati, tra cui Fernando Villavicencio. Noboa, ha denunciato l'esistenza di un "conflitto armato interno" nel Paese e ha ordinato alle Forze Armate di considerare i gruppi paramilitari e le gang legate ai narcos come "obiettivo militare". Disordini si sono verificati in sei carceri e altri atti di violenza sono stati registrati a Quito e in diverse citta'.
Dichiarato lo stato di emergenza in Ecuador
Noboa aveva dichiarato lo stato di emergenza e il coprifuoco per sessanta giorni in seguito all'evasione domenica scorsa di Adolfo Macias, detto "Fito", leader della banda criminale Los Choneros, e allo scoppio di disordini in sei centri penitenziari del Paese. Ogni gruppo terroristico e' un obiettivo militare, ha avvertito il capo del Comando congiunto delle Forze Armate dell'Ecuador, Jaime Vela, in un messaggio diffuso martedi' notte, riferendosi ai ventidue gruppi criminali organizzati transnazionali menzionati dal presidente Noboa nella dichiarazione di conflitto armato interno.
Assaltata tv durante una diretta
L'avvertimento dell'alto comando militare che il Paese "non si ritirera' di fronte al terrorismo" e' stato lanciato al termine di un Consiglio di Sicurezza convocato d'urgenza dal presidente, con la partecipazione dei tre poteri dello Stato e delle Forze Armate e di Sicurezza. L'azione piu' eclatante dei 'narcoterroristi' e' stato l'assalto di un commando di tredici individui armati di fucili, granate ed esplosivi, negli studi di TC Television, canale pubblico di Guayaquil, durante un notiziario in diretta. Gli aggressori hanno minacciato i giornalisti e hanno chiesto loro di chiedere al presidente Noboa di non inviare la polizia. La crisi e' stata risolta quando le teste di cuoio sono entrate nella struttura, hanno arrestato i criminali e rilasciato gli ostaggi.
L'operazione di salvataggio si e' conclusa senza vittime, ma cio' non ha impedito che il panico si diffondesse nelle strade, nelle scuole e nelle attivita' commerciali della citta', dove otto persone sono rimaste uccise e altre due ferite quando uomini incappucciati hanno sparato contro passanti e veicoli e in un negozio di ricambi. Persino gli ospedali sono stati attaccati.
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