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Intanto
2/10/2025
Una ventina di imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono ancora in navigazione verso le coste della Striscia di Gaza, ormai a sole 46 miglia nautiche dalla terra, sempre più vicine alle acque del blocco navale imposto da Israele fin dal 2009.
Ma l’operazione umanitaria dei 44 velieri è giunta al suo epilogo annunciato: l’intercettazione da parte della Marina Militare israeliana, ancora in corso e iniziata ieri intorno alle 19:30, ora italiana.
“State entrando in una zona di guerra. Se cercherete di forzare il blocco, fermeremo le vostre imbarcazioni e sarete ritenuti responsabili delle vostre azioni”: questo l’alt della Marina di Tel Aviv.
Entrano quindi in azione gli idranti per intimorire gli equipaggi: 13 imbarcazioni vengono bloccate con a bordo circa 200 attivisti provenienti da oltre 35 Paesi, di cui 22 italiani. La prima nave ad essere fermata è l’Alma, con Greta Thunberg a bordo.
Gli attivisti seguono il protocollo previsto: giubbotto di salvataggio indossato e telefoni cellulari gettati in mare. “Sono tutti sani e salvi”, ha fatto sapere il governo israeliano.
In precedenza, il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva ribadito di aver chiesto al suo omologo israeliano di evitare ogni atto di violenza.
L’intero equipaggio delle navi sarà trasferito al porto di Ashdod. I membri della Flotilla potranno quindi scegliere tra l’espulsione volontaria o il rimpatrio forzato, con detenzione e procedura giudiziaria della durata di due o tre giorni.
Fino a questa sera, nessuna pratica verrà comunque avviata, poiché in Israele tutto è fermo per le celebrazioni dello Yom Kippur.
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