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Intanto
7/5/2025
È una possibilità remota, ma reale. Quando un cardinale riceve i due terzi dei voti, gli vengono poste due domande fondamentali: se accetta l’incarico e quale nome intende assumere. Tuttavia, la risposta avviene nel segreto più assoluto, all’interno della Cappella Sistina. Al mondo esterno è dato conoscere solo l’esito dell’elezione tramite le fumate: nera se l’elezione non è avvenuta, bianca se c’è un nuovo Papa.
Quindi, non è possibile sapere con certezza se nella storia ci siano stati casi di rifiuto dell’incarico dopo l’elezione. L’unica modalità pubblica e documentata per rinunciare alla carica di Pontefice, una volta assunta, resta l’abdicazione, come accaduto nel 2013 con Papa Benedetto XVI, che fu il primo Papa a dimettersi dopo secoli.
In attesa dell’"Habemus Papam", resta dunque aperta ogni ipotesi, anche se il rifiuto resta una circostanza eccezionale e altamente improbabile.
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