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In Onda
8/8/2025
Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, ha commentato con scetticismo l’ennesimo tentativo di dialogo tra Israele e Hamas:
“Da novembre 2023, a meno di un mese dall’attacco del 7 ottobre, sono stati avviati diversi round negoziali. Questo è solo l’ennesimo, ma probabilmente finirà come gli altri: senza risultati concreti.”
A differenza dei tentativi occidentali, Mulè ha riconosciuto un’iniziativa significativa da parte del mondo arabo:
“La vera novità è arrivata dalla Lega Araba, che ha fatto una scelta storica: ha chiesto ad Hamas di cessare il governo della Striscia e di consegnare le armi a Israele. Un colpo durissimo per Hamas: è come se gli avessero voltato le spalle.”
Ma il futuro resta incerto e preoccupante:
“La notte è ancora lontana dall’alba. Si parla di una possibile deportazione di un milione di persone in tendopoli: una catastrofe umanitaria senza precedenti.”
Mulè infine sottolinea il paradosso europeo:
“L’Europa finanzia, ma non conta. È tempo che gli Stati Uniti usino la loro influenza per sbloccare la crisi. Serve un cambio di passo immediato.”
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